23 febbraio 2007

CLASSIFICA LIBRI PIU' VENDUTI 15-23/02

1 MOCCIA F. SCUSA MA TI CHIAMO AMORE
2 ILES G. GIOCO QUIETO
3 DEL PIERO A. 10+
4 WAN DE WETERING J. SVILUPPI NEL CASO DEL GIAPPONESE SCOMPARSO
5 SMITH S. ROVINE
6 FALCONES I. LA CATTEDRALE DEL MARE
7 BERRY S. IL TERZO SEGRETO
8 BOTTERO P. EWILAN DEI DUE MONDI
9 CAMILLERI A. ALI DELLA SFINGE
10 FLACCO A. DANZATRICE BAMBINA

A spasso con jennifer Amy Scheibe Piemme

Cosa fai tutto il giorno? Allacci scarpe da tennis, cambi pannolini, asciughi succo di frutta rovesciato, porti il passeggino ad aggiustare, sforni torte bruciate, canti "Ninna nanna, ninna oh!" e sai a memoria l'intera filmografia della Disney? D'accordo, e quando trovi il tempo per fare un doccia, andare dall'estetista per non sembrare l'anello mancante tra una donna e una scimmia e avere una vita privata? E che dire del fatto che per fare sesso con tuo marito, ormai dovete scriverlo in agenda? È ciò che accade a Jennifer Bradley, ex reginetta del liceo e neomamma di due piccole pesti: Georgia, una bimba di quattro anni fin troppo precoce, e Max, l'ultimo arrivato di tredici mesi, che cammina benissimo ma si rifiuta di farlo in presenza dei genitori. Jennifer ha abbandonato una promettente carriera da Christie's per crescere i figli. Ma nessuno ha pensato di metterla in guardia sulle insidie che si nascondono nella vita di una giovane mamma. Quando non è la suocera che la fa impazzire per convincerla ad affidarle i bambini, ci si mette Thom, che annuncia di essere in partenza per Singapore per non-si-sa-quanto-tempo. E proprio quando Jennifer decide di chiedere aiuto ai propri parenti, ecco che dagli armadi spuntano vecchi scheletri di famiglia e il suo ex fidanzato, l'eterno Peter Pan, che decide dopo anni di invitarla a cena. Manca soltanto un'irrinunciabile offerta di lavoro per mandarla del tutto in crisi, insieme a quella fastidiosa acidità di stomaco mattutina...

Le dame di grace adieu Susanna Clarke Longanesi

Il regno delle fate non è così lontano come potremmo pensare. A volte, infatti, capita di attraversare distrattamente una linea invisibile e ritrovarsi a fronteggiare principesse petulanti, vendicativi rapaci notturni, dame che ammazzano il tempo ricamando terribili destini, o di ritrovarsi perduti lungo un sentiero infinito in una selva incredibilmente oscura, dove le case non hanno mai lo stesso aspetto due volte. È ciò che accade agli eroi di questi racconti, fra i quali appaiono un esagitato pastore dell'epoca della Reggenza, un medico ebreo del XVIII secolo, sua maestà Maria Stuarda, oltre a un piacevolissimo quanto inaspettato ritorno: Jonathan Strange e il misterioso Re Corvo in persona.

La profezia dei romanov Steve Berry Nord

Ekaterinburg, 16 luglio 1918. Sono trascorsi alcuni mesi da quando i bolscevichi hanno preso il potere. È notte e l'Armata Bianca sta avanzando verso la città in cui Nicola II e la sua famiglia sono tenuti prigionieri dai rivoluzionari. Lo zar confida ancora nella salvezza. Invece i Romanov vengono freddamente giustiziati. Mosca, oggi. Il popolo russo ha deciso: dopo la caduta del comunismo e una serie di governi deboli, la monarchia sarà ristabilita e una commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola II. E Miles Lord, un avvocato di Atlanta profondo conoscitore della cultura russa, è stato mandato a Mosca proprio per sostenere la rivendicazione al trono di uno di essi. Tuttavia Miles non può immaginare che le sue ricerche d'archivio potrebbero cambiare il destino della Russia... Prima viene avvicinato da un anziano professore, che gli rivela l'importanza dei documenti da lui ritrovati, e in particolare della profezia con cui Rasputin annuncia la scomparsa e la successiva rinascita della dinastia Romanov. Poi scopre di essere diventato il bersaglio di un gruppo di criminali, determinato a manipolare la scelta del nuovo sovrano. L'unica possibilità di salvezza per Miles è trovare il vero successore dello zar. Ma, per riuscirci, dovrà seguire messaggi enigmatici e indici criptici, e ricostruire la tragica fine della famiglia imperiale russa, perché, forse, quella terribile notte di luglio, non tutte le tracce del sangue Romanov si sono disperse per sempre...

Due biondi pieni di rabbia T Cooper Mondadori

7 dicembre 1907. La famiglia Lipshitz sbarca dopo un mese di viaggio a New York. E la pena più grande non sarà certo stato il viaggiare ammassati come bestie, con un'aria irrespirabile o quella di dover essere scappati dalla Russia lasciandosi alle spalle un pezzo di vita alla ricerca di qualcosa di meglio: no, il dolore più grande l'avrebbero provato appena toccata la terra americana. Esther Lipshitz si accorge infatti che uno dei sui quattro figli manca all'appello: non è possibile, eppure in mezzo alla confusione dello sbarco a Ellis lsland il piccolo Reuven, il bambino più biondo di tutta la Russia, il bambino più biondo di tutti gli ebrei russi, è sparito e la mamma non lo riesce a trovare. Intanto tutta la famiglia (Hersh il marito, e gli altri figli) viene controllata prima di essere ammessa negli USA. La meta finale della famiglia è il Texas, dove Agi, il fratello di Esther, li avrebbe aiutati a rifarsi una vita, forse migliore. Ma ormai nulla può più essere migliore con un figlio in meno.

La stanza di sopra Rossella Postorino Neri Pozza

Una città di provincia, una casa in cima a una scalinata, una stanza al piano di sopra. Nella stanza c'è un uomo, immobilizzato in un letto. Ester studia poco, frequenta un gruppo di amici con cui passa pomeriggi e serate a fumare dentro un baretto sul mare o a bere nelle cantine dei ragazzi delle case popolari. A scuola ha una sola amica, diversa da lei, una ragazza che legge e disegna, che esce poco, perché il padre la preferisce in casa, seduta a cena con la famiglia, una sera dopo l'altra. Ester sembra libera e indipendente, è capace di baciare e farsi sfiorare, sa concedersi e poi ritrarsi, sa scatenare e trattenere il desiderio feroce di un uomo più grande. E invece si è perduta, si è smarrita nel silenzio insostenibile della sua casa, nel verde acido di un divano invecchiato, nell'impossibilità di comunicare con la madre se non attraverso frasi veloci e sprezzanti. È affondata nell'incapacità di nutrirsi, nel disperato sgomento di quella stanza di cui non si può parlare: li c'è il padre, da dieci anni, muto, congelato, sospeso tra la vita e la morte. "La stanza di sopra" è il primo romanzo di una giovane scrittrice italiana: cronaca della crudeltà e del desiderio, del possesso e della separazione, di chi non ha parole per misurarli ed esprimerli; anatomia emotiva del distacco doloroso e incolmabile che separa l'infanzia dalla maturità; ritratto di una ragazza che si guarda vivere, e che si getta nel mistero e nell'ambiguità dei rapporti umani.

Rick moody Diviners Bompiani

l falò della vanità americana. Fra la seduzione delle telecamere e le tentazioni del sovrannaturale. Uno spaccato dell'America, con le sue follie e le sue grandezze; un viaggio nel cinismo del Sistema, condotto da un autore ormai di culto. Protagonista del romanzo è Vanessa Meandro, una giovane produttrice cinematografica di New York con una smodata propensione per il cibo, che la rende obesa, e una madre ingombrante, possessiva e appassionata di divinazione. Quando fra le sue mani arriva una sceneggiatura a base di avventura, passione e deserto, Vanessa si convince di aver trovato lo spunto per il film del secolo, La tempesta del Sahara. Un attore che lavora con lei, però, Thaddeus, vorrebbe realizzare da quello script un serial televisivo, The Diviners, con zingari e chiromanti perseguitati che finiscono nel Sahara. In Texas, mentre cerca la location del suo presunto film, Vanessa si ritrova in un villaggio famoso per i suoi avvistamenti UFO, dove pare siano arrivati gli alieni - mentre anche sua madre perde la testa e si persuade di essere stata rapita da loro. Poco a poco, così, le speranze di realizzare il film svaniscono; evidentemente, funziona molto di più la linea commerciale di un serial sui medium...

Dentro le mie mani le tue. Tetralogia di Nightwater Marosia Castaldi Feltrinelli

Cominciai a scrivere questo libro in una fredda mattina d'inverno dopo essere passata per un parco vicino a casa mia pieno di alberi che levavano al cielo le loro braccia di scheletri magri svestiti delle foglie che la primavera li avrebbe ricoperti appena fosse uscito il nuovo sole Accanto scorreva un canale E guardando le alghe che lasciavano ondeggiare i verdi capelli ho rivisto come in lampo tutta la mia vita e le morti e le vite che l'avevano attraversata intorno ai morti e ai vivi come in un cosmo in continua formazione che implode ed esplode senza requie per morire e rinascere ancora ho visto subito una miriade di fatti personaggi oggetti case e persone con cui ho imbastito la storia di questo quartiere simile al mondo intero in cui tutto è dentro tutto e, come nella vita reale succede, la pace il riposo e la guerra si alternano come se la creazione non succedesse un giorno solo ma ogni giorno e ogni notte della vita Ma soprattutto l'ho scritto pensando a mia madre perché credo che ogni libro sia un debito verso i vivi e i morti di cui in questo modo si conserva la memoria. Ho dato a mia madre che si chiamava Fortuna il nome di Maria Berganza e ancora adesso mentre scrivo rivedo le sue mani dentro le mie e rivedo anche le mani eternamente amate delle mie figlie dentro le mie." (Marosia Castaldi, luglio 2006)

La Resistenza. Memorie di Idhun Laura Gallego Garcia Fabbri

Nel giorno in cui a Idhun si verificò la congiunzione dei tre soli e delle tre lune, quando Ashran il Negromante si ribellò al potere su quel pianeta lontano e misterioso, nel nostro mondo un guerriero e un mago in esilio da Idhun formarono la Resistenza. A loro si unirono Jack e Victoria, due adolescenti terrestri. Il quartetto ora si trova alle prese con uno spietato assassino, Kirtash, mandato da Ashran sulla Terra per sventare i loro progetti... Un fantasy per adolescenti con due adolescenti come protagonisti. L'inizio di una trilogia. Età di lettura: da 13 anni.

La vita dopo Donald Antrim Einaudi

A cinque anni di distanza dalla morte della madre Louanne per una malattia polmonare causata da una vita di eccessi alcolici e tabagici, Donald Antrim guarda dentro; dentro la sua storia, la sua famiglia, il suo rapporto con la madre, polo eccentrico ed egocentrico del suo universo. Ne nasce un memoir bizzarro e struggente, ora dolorosamente poetico ora amaramente comico, che non procede secondo un ordine lineare ma per balzi temporali e logici, alla maniera dei ricordi. E, come nei ricordi, il fuoco non sempre cade là dove sarebbe prevedibile. L'obiettivo della memoria si stringe su un dettaglio inatteso, gli guadagna il campo intero, sfuma il quadro circostante. Così: "partendo da questo presupposto - la storia di mia madre e di me, di mia madre in me - cercherò di raccontare un'altra storia, la storia del mio tentativo, nelle settimane e nei mesi che seguirono la sua morte, di acquistare un letto". La galleria di queste storie "altre" è varia e magistralmente tratteggiata. Include, appunto, la scelta e l'acquisto di un letto Dux modello extra-lusso, e poi la sovrabbondanza babelica del bagagliaio di un'auto, la ricerca di un quadro-graal di assai dubbio valore, il giallo irrisolto di un doppio testamento, un kimono di seta zavorrato di bisogni; tutte storie in sé conchiuse, apparentemente autonome. Eppure tutte puntano dritte al cuore di quel che non dicono: lo strazio di un figlio più volte orfano, con la fortuna di saper spostare la perdita e metterla in parole.

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Il materasso dell'acciuga Chiara Zungolo Rizzoli

Che seccatura traslocare il giorno in cui trovano morto il tuo vicino di casa. Soprattutto se ci sei stata a letto. E se la sera del delitto l'hai passata con la tua amica Nora, la principale indiziata. È così che Vita Onorati, quel mattino in cui vorrebbe vuotare gli scatoloni, si trova i carabinieri alla porta ed è costretta a vuotare il sacco. A rivelare la relazione adulterina tra Nora e la vittima, certo. Ma anche tutta la propria parabola comico-erotica di angelo caduto di provincia: l'infanzia tra casa e oratorio. La giovinezza spesa ad aggirare la morale sessuale cattolica sul divano dei genitori. La trionfale conquista del materasso matrimoniale completo di maschio: lui si chiama Opusdei, e purtroppo è sposato con lei ma innamorato di Dio. C'è da stupirsi se una dice basta? Se si mette a raccogliere amanti come margherite? Se al tetto coniugale preferisce la fuga verso il grande Nord, dove finisce a lavorare con Pulcra, imprenditrice slava agguerrita e cotonata? Ridotta al materasso supereconomico 70 x 180, con i panni sporchi del suo passato e del suo trasloco sparpagliati davanti a un intrigante ma pericoloso capitano dei carabinieri, Vita pensa che forse ha ragione Pulcra: "Senza amore, tutto più comodo". Un tavolo di cucina cosparso di padelle, tamponi, dischetti struccanti, amplessi, tradimenti e crisi spirituali è il piano d'appoggio da cui lI materasso dell'acciuga solleva e ribalta le ipocrisie, le inibizioni e i luoghi comuni che funestano la vita delle "brave ragazze".

Il ponte. Un crollo Vitaliano Trevisan Einaudi

Un uomo ha lasciato per sempre la sua famiglia e l'italia. A distanza di anni, la notizia della morte del suo fratello di sangue lo induce a tornare. Nel corso del viaggio mentale, che precede quello fisico, il protagonista, costretto a vagare a ritroso tra le macerie della sua vita, finirà per imbattersi in una verità pericolosa. Raccontando la storia di Thomas, un uomo deciso a fare i conti definitivamente con il passato e col peso della colpa, Trevisan crea un personaggio che nella sua ambigua nostalgia delle radici distrutte dà voce al senso di spaesamento di tutti noi.

Compagni di scuola Andrea Romano Mondadori

A quasi vent'anni dalla nascita, i Democratici di Sinistra rimangono un soggetto difficile da decifrare. Lontani anni luce da quello che fu il PCI, continuano a rappresentarsi e a essere percepiti come gli eredi del Partito comunista italiano: nel linguaggio, nei riferimenti simbolici (primo tra tutti l'icona di Berlinguer), nella rappresentazione di sé che offrono al paese sul piano dell'antropologia politica. Ma soprattutto nel loro gruppo dirigente, il primo e unico che quel partito abbia avuto sin dalla sua fondazione. E la cui vicenda collettiva è il binario migliore lungo il quale seguire la parabola del principale partito della sinistra italiana. Quel gruppo dirigente mostra infatti i segni di una straordinaria coesione culturale e politica, pur nelle differenze anche radicali che separano le posizioni o i comportamenti pubblici dei suoi diversi esponenti. Perché esso rappresenta una generazione politica che ha condiviso un intero tragitto di vita politica e personale: dalla formazione giovanile alla testa della FGCI alla fine degli anni Settanta, al cursus honorum all'interno del PCI berlingueriano degli anni Ottanta, fino alla svolta dei primi anni Novanta e all'esperienza del governo del paese. Una famiglia più che un gruppo dirigente, una classe di ex compagni di scuola, il cui tragitto viene ricostruito dal libro di Romano intrecciando l'analisi storico-politica alla narrazione delle vicende personali dei suoi principali protagonisti.

Leonard Cohen Il libro del desiderio Mondadori

Leonard Cohen ha cominciato a lavorare al suo nuovo libro di poesie e disegni più di dieci anni fa, durante il suo soggiorno presso il monastero Zen sul Monte Baldy in California. "Il libro del desiderio" è stato scritto nella sua prima versione tra la California e l'India e racconta in un certo senso il viaggio spirituale compiuto da un ebreo nel corso della sua vita. Un volume attesissimo dai milioni di fans in tutto il mondo che ogni volta salutano il lavoro di Cohen con quel grado di passione ed entusiasmo che si è solito riservare ai geni del suo calibro. La ricchezza del pensiero e dell'opera di Cohen è - per sua stessa ammissione - parte integrante del retaggio ebraico che - secondo la tradizione della sua famiglia - risale sino ai tempi di Aronne. Una mitologia personale che ha profondamente segnato questo autore che oggi - all'età di settanta anni - è ancora una delle voci più lucide e originali della cultura ebraica in tutto il mondo.

Sayed Kashua Arabi Danzanti Guanda

Sayed Kashua narra la storia della vita di un arabo, non dei territori ma cittadino israeliano. La narrazione parte dalla sua infanzia per seguirlo fino all'età adulta quando, sposato con una figlia, lavora in un locale notturno ma nutre ancora la speranza di carriere universitarie o politiche. Lui che è davvero "l'uomo senza qualità". Che è animato da un'ansia di emulazione e assimilazione del mondo ebraico e contemporaneamente da un'ansia di distacco dalla sua arabità.

Basta! AA.VV: Mondadori

Gli intellettuali islamici dicono: "Basta!". Basta con le minacce da parte degli estremisti. Basta con la paura del diverso (dagli omosessuali agli "eretici"). Basta con la violenza contro le donne mascherata da pratica religiosa. Basta con le fatwe lanciate contro i pensatori non allineati. Basta con i pregiudizi degli occidentali che vedono in ogni musulmano un kamikaze. È un grido di rabbia e di dolore, il loro, ma anche un appello alla rivalutazione della ragione umana, della libertà personale. Questa antologia di scritti dà voce a una cinquantina di "menti libere" (la maggioranza, purtroppo spesso silenziosa, dei musulmani): uomini e donne, credenti e agnostici, residenti nel mondo arabo o in Occidente. Non fanno notizia, non hanno armi se non la penna, non hanno vessilli se non la vita e la libertà. Sono la punta di un iceberg di un mondo ancora sommerso ma che vuole e deve emergere.

16 febbraio 2007

CLASSIFICA LIBRI PIU' VENDUTI 1-16/02

1 MOCCIA F. SCUSA MA TI CHIAMO AMORE
2 FO D. MONDO SECONDO FO
3 FALCONES I. LA CATTEDRALE DEL MARE
4 BARRY S. IL TERZO SEGRETO
5 STERN M. STAGIONI
6 FLACCO A. LA DANZATRICE BAMBINA
7 GUCCINI F. TANGO E GLI ALTRI
8 DZIWITZ S. UNA VITA CON KAROL
9 SEPULVEDA L. CRONACHE DAL CONO SUD
10 NASIBU' M. MEMORIE DI UNA PRINCIPESSA ETIOPE

15 febbraio 2007

Patricia Dunker Sette storie di sesso e morte Neri pozza

Sette storie di sesso e morte, un titolo che non rende giustizia al contenuto del libro. Che siano sette, le storie, è sicuro, ma non tutte sono di sesso e di morte. Anzi, l’ultima, quella che io ho trovato particolarmente spassosa, racconta di un’autrice di teatro che, trasferitasi in Francia durante l’estate per poter scrivere in tutta tranquillità, deve invece fare i conti con i vicini piuttosto turbolenti. E se l’unico modo per ottenere un poco di pace è quella di mettere in piedi, grazie a delle registrazioni televisive, una lite fra amanti, l’espediente si può riutilizzare, almeno fino a quando il presunto colpevole non viene individuato fra gli attori di una pièce che si sta recitando sotto un forte temporale all’aperto… Ho appena ricevuto le risposte alle mie domande per una nuova intervista che ha confermato l’impressione che avevo già avuto: la Duncker sa di quello che scrive i riferimenti ad Ovidio, ad esempio ci sono, anche se il lettore a prima vista può non accorgersene - il che la colloca in una posizione diametralmente opposta alla mia concezione di scrittura come espressione impulsiva di un moto dell’anima.

Rona Jaffe Il meglio della vita Neri pozza

È il 2 gennaio del 1952 e sono le otto e tre quarti di una gelida mattina dinverno a New York. Dalle viscere della metropolitana, escono in fila centinaia e centinaia di ragazze. Alcune scattanti, altre imbronciate, altre con laria di chi è appena sceso dal letto. Alcune indossano stinti soprabiti di lana rossa o verdina, altre sfoggiano eleganti completi neri. Capelli scuri, occhi luminosi, il viso dolce e intelligente, Caroline Bender sbuca dalla Grand Central Station e si avvia di buon passo nella direzione di Radio City. Indossa un completo grigio di tweed, il pezzo forte del suo guardaroba, e ha con sé una borsetta di cuoio che contiene cinque dollari, un abbonamento ferroviario, qualche accessorio per il trucco, qualche rivista. È il primo giorno del primo impiego della sua vita. È stata assunta come segretaria alla casa editrice Fabian, cinque piani ad aria condizionata in un grattacielo nel cuore di Manhattan, poltrone di cuoio e pareti a pannelli di legno, interni dalle geometrie déco. Caroline non è la sola a varcare per la prima volta la soglia dingresso della Fabian allalba del nuovo anno. Nella casa editrice, altre due ragazze condividono con lei emozioni e imbarazzi del primo giorno di lavoro: April Morrison, una texana col viso così bello e innocente da togliere il respiro, e grandi occhi azzurri che spiccano sul vestito di gabardine celeste; e Gregg Adams, snella, il viso da ragazzina e una bocca che fa sembrare peccaminoso persino fumare una sigaretta.

Tra dirigenti sadici e feroci, come la signorina Farrow che tratta la sue segretarie come si potrebbe trattare un cane o un cavallo fino a che non intervenga la Protezione Animale, e colleghi ambiziosi e affascinanti, le tre ragazze svol gono con distratta grazia il loro lavoro, sognando di conquistare tutto quello che ogni giovane donna pu desiderare, allalba degli anni Cinquanta, a New York: the best of everything, il meglio della vita, il meglio di ogni cosa.

Cacce amorose, desideri irrealizzabili e malvagi colpi della sorte si susseguono senza sosta in questo romanzo che, come ha dichiarato una volta Rona Jaffe, mette in scena larduo mondo di quelle giovani donne che nel dopoguerra scoprirono per la prima volta che gli uomini preferivano a una prematura vita coniugale la libertà rappresentata dalla garçonnière e dalla vettura sportiva. Presentato al suo apparire nel 1958 come un romanzo dintrattenimento, Il meglio della vita viene considerato oggi una delle opere rilevanti della letteratura femminile americana.

Tahir Shad La casa del califfo Ponte alle grazie

Cosa spinge Tahir Shah a lasciare Londra e a trasferirsi con tutta la famiglia a Casablanca? Certamente i ricordi dell’infanzia, e poi il desiderio di fuggire l’opprimente grigiore londinese; ma, a ben vedere, dietro a una decisione tanto radicale non c’è tanto il gusto per l’esotico, quanto piuttosto la ricerca della libertà e di una terra dove poter finalmente essere se stessi. Certo non tutto è così facile come sembra...
L’impatto con la vita e la società marocchine si rivela alquanto complicato: i silenzi inspiegabili della gente, il fatalismo esasperato, il rapporto assurdo con le istituzioni, l’illusione e l’inganno elevati a regola di vita. Ma emergono anche l’amore per i bambini, una solidarietà discreta e commovente, e, non ultimo, il gusto per la bellezza, coltivato da misteriosi artigiani custodi di una tradizione millenaria. Microcosmo di una società tanto controversa è Dar Khalifa, la Casa del Califfo, dove Tahir si trasferisce con la famiglia in un quartiere popolare di Casablanca: le interminabili opere di ristrutturazione della grande casa, e le storie che riemergono dalle sue stanze, diventano lo sfondo e in un certo modo il simbolo della crescita spirituale e culturale dei suoi inquilini, fino alla scoperta di un nuovo equilibrio e della pace.

Cammie Mc Govern Contatto Visivo Garzanti

Un romanzo incredibilmente preoccupante e costringente,
La storia segue quella di Adam ragazzo con il autismo, accusato dell'omicidio di una bambina uccisa con una coltellata al cuore, un thriller psicologico di rara intensità.

Laurell K. Hamilton Dono di cenere Nord

La vita di Anita Blake, sia dal lato professionale sia da quello sentimentale, non conosce un attimo di sosta. La cacciatrice di vampiri deve infatti indagare su un misterioso piromane che appicca incendi utilizzando poteri soprannaturali e, nello stesso tempo, è chiamata a intervenire in una lotta intestina che rischia di sconvolgere la comunità dei licantropi. Come se ciò non bastasse, Jean-Claude, l'affascinante Master con cui Anita ha intrecciato un'appassionata relazione, ha bisogno del suo aiuto per affrontare una delegazione del Consiglio dei vampiri, che intende accusarlo di un omicidio e condannarlo a morte. Ma i potentissimi membri della delegazione, in realtà, stanno tramando un piano ben più ambizioso e pericoloso... Lo scontro sarà terribile ed esporrà Anita e Jean-Claude a rischi inimmaginabili. Ma per la donna sarà anche un'occasione per conoscere più a fondo le proprie straordinarie facoltà e rafforzare l'unione con Jean-Claude.

Alejandro Zambra Bonsai Neri Pozza

Bonsai è il racconto breve, intenso, romantico e struggente di un primo amore: l'amore tra Emilia e Julio cominciato sui banchi di scuola quando avevano entrambi 15 anni. Un amore fatto di sensualità, verità, confessioni e, come scrive Julio, "complicità definitiva". Julio lo rievoca quando, adulto, incontra Gazmuri, un vecchio scrittore misterioso e affascinante, scorbutico e ridanciano, gran fumatore e di poche parole. Gazmuri chiede a Julio di aiutarlo a trascrivere il suo ultimo romanzo al computer, un romanzo che parla di un uomo che ascoltando la radio una mattina viene a sapere che la sua prima ragazza è morta. Gazmuri non l'ha mai dimenticata. Insieme avevano deciso di curare un bonsai, come simbolo dell'amore immenso che li univa. Poco prima che Julio inizi a trascrivere la storia, il vecchio scrittore gli comunica di aver trovato una ragazza disposta a fare il lavoro per pochi soldi. Julio decide allora di narrare, sotto il titolo Bonsai la sua storia, la storia del suo amore per Emilia. Quando termina il libro, lo afferra, irresistibile, il desiderio di sapere quale sia stato il destino di Emilia. Julio allora apprende che è stato lo stesso della prima donna di Gazmuri. Emilia è morta e Bonsai è l'ultimo omaggio alla sua figura. Un omaggio fatto di romanticismo e tenerezza, capace di catturare il lettore, di affascinarlo con le citazioni sull'amore di Schwob, Fernandez, Proust, madame Bovary, di sedurlo con il racconto di una grande passione, e di incantarlo con una scrittura impeccabile che scorre velocissima dietro ogni palpito del cuore.

Andy Mcnab Lo sterminatore Longanesi

In un mondo senza eroi dove soldati e assassini confondono i ruoli, per Nick Stone, ex SAS e agente K con un passato di violenza e disperazione, resta solo un valore: l'amicizia. E per recuperare un vecchio compagno d'armi sparito in Georgia, Nick parte per una missione personale nel cuore del calderone caucasico. Qui scoprirà un'amarissima verità ma avrà anche modo di affrontare uno spietato assassino che viene dal passato. Con uno stretto legame con l'attualità, McNab coinvolge il lettore in un'altra nerissima missione di azione, tradimento e umanità. Un intrigo degno della spy-story del ventunesimo secolo, uno spietato tratteggio di una delle aree dove si sta giocando il futuro del mondo.

13 febbraio 2007

Paul Auster Viaggi nello scriptorium Einaudi

Mr Blank è seduto su un letto, solo e in pigiama, in una stanza chiusa. Non sa perché si trova in quella stanza, potrebbe essere una prigione o un ospedale, ma deve comunque affrontare le microimprese con cui inizia ogni giornata: alzarsi dal letto, lavarsi, urinare e defecare, fare colazione, vestirsi. Dopo, si trova di fronte all'arduo compito di scoprire qual è la sua storia. Chi è Mr Blank? Nella stanza ci sono pochi, essenziali arredi, ognuno contrassegnato da un'etichetta che ne riporta il nome, e sul tavolo due pile di fogli stampati e una decina di fotografie. Nel corso della singola giornata in cui si svolge la vicenda, Mr Blank riceve le telefonate e le visite di alcune delle persone ritratte nelle fotografie: Anna Blume, un ex poliziotto di Scotland Yard, James P. Flood, Sophie Fanshawe, il medico Samuel Farr - tutti omonimi di personaggi usciti da precedenti romanzi di Paul Auster. Ma le facce e i nomi non dicono nulla a Mr Blank. Loro invece sembrano conoscerlo bene, anzi, si aspettano qualcosa da lui, una qualche forma di risarcimento, di espiazione. Tra una visita e l'altra Mr Blank legge uno dei dattiloscritti che trova sul tavolo. Si tratta della storia di sapore fantapolitico di un uomo di nome Sigmund Graf, tenuto prigioniero in una cella nell'avamposto militare di Ultima e minacciato di morte per aver violato i confini della Confederazione ed essersi addentrato nei Territori Stranieri abitati dai Primitivi alla ricerca del rivoltoso (o spia?) Ernesto Land. Le avventurose vicende narrate nel dattiloscritto, opera di un certo John Trause, si intrecciano in un modo misterioso con quelle di Mr Blank. Tutti i suoi visitatori lo accusano di averli in passato inviati a compiere una non meglio specificata "missione estremamente pericolosa".
Con un impianto narrativo a metà tra una commedia di Pirandello e una pièce beckettiana, "Viaggi nello scriptorium" affronta il tema della responsabilità morale dello scrittore nei confronti dei personaggi d'invenzione. In una rarefatta atmosfera metafisica, alla fine, Mr Blank diventa un personaggio al pari di tutti gli altri, imprigionato nella sua eterna vita di finzione dentro la stanza chiusa.

Scott Turow Prova d'appello Mondadori

A cinquantanove anni, la vita di George Mason sembra essersi ormai assestata sui binari di una solida e prestigiosa tranquillità. I giorni trascorsi come difensore d'ufficio sono ormai da lungo tempo alle sue spalle e da più di un decennio è giudice presso la Corte d'appello della Kindle County. Qualcosa, però, giunge a minare la sua serenità. Insieme ai colleghi, Mason è chiamato a pronunciarsi su un caso di stupro collettivo ai danni di una ragazza di colore. La prova è in una videocassetta che contiene il filmato della violenza, ma per una serie di vincoli procedurali rischia di non poter essere ammessa in tribunale per inchiodare i giovani colpevoli alle loro responsabilità. Ma non è soltanto questo a turbare il sonno del giudice: da tempo uno sconosciuto lo minaccia di morte con e-mail e sms che sfuggono a tutti i controlli della sicurezza. Mason vive giorni convulsi tra aggressioni, messaggi minatori che sembrano stringerlo sempre più in un vicolo cieco e le implicazioni etiche e morali di un caso processuale che gli riporta alla mente un evento di cui è stato protagonista in un passato lontano, con il quale è dolorosamente costretto a fare i conti.
Con "Prova d'appello" Scott Turow torna con successo al suo classico legal thriller che, in una prospettiva potente e toccante, si interroga a fondo sul significato della legge, sulle insidie del sistema giudiziario e sulle lacerazioni che talvolta scaturiscono tra il rigoroso esercizio del diritto e la ricerca della giustizia.

9 febbraio 2007

Hari Kunzuru La danza di leela Einaudi

Arjun Mehta è un bravo ragazzo indiano, un programmatore appassionato di film popolari, impacciato con le ragazze, ma assai capace nel suo lavoro. Quando ottiene da un'agenzia specializzata in lavoro interinale un contratto per emigrare nella Silicon Valley, pensa che sia giunto il momento di realizzare il suo sogno americano. Ma la realtà si rivelerà più dura del previsto. Nella terra delle occasioni per lui non c'è posto. La grande balena aziendale prima lo fagocita, poi lo espelle come un oggetto estraneo. In preda all'horror vacui di tornare a Dehli sconfitto e a mani vuote, veste il "cappello nero" dell'hacker e crea un virus informatico dedicato a Leela Zahir, la sua preferita diva di Bollywood, per convincere la società per cui lavorava di essere insostituibile. Se solo lo avessero ascoltato, non sarebbe finito braccato dai fanatici dei giochi di ruolo e dall'FBI. Se avessero saputo apprezzarne l'autistico talento, la sua vicenda non avrebbe cosi pesantemente influito sulla vita di tante altre persone, tra cui, rovinosamente, su quella di Guy Swift, pubblicitario emergente e aspirante "uomo che conta" dell'Inghilterra opulenta e modaiola, intento a ridisegnare il look della nuova Europa post-Schengen.

Giacomo Cacciatore Figlio di vetro Einaudi

Giovanni ha nove anni quando si accorge che gli amici di suo padre, alla Pasticceria Francese, possono ottenere tutto con uno schiocco delle dita. Anche un televisore a colori, che nel 1977 è pura magia. Ma il prezzo da pagare è molto alto. Tanto alto che alcune persone muoiono. Siamo a Palermo, alla vigilia di una vera a propria guerra che culminerà molti anni dopo con la strage di Capaci: negli occhi di Giovanni, spaventati e curiosi, scorrono ogni giorno le immagini di un lungo telefilm troppo realistico. E se Fonzie non sempre riesce a saltare dieci bidoni con la moto, gli elicotteri della polizia fanno più rumore fuori che dentro il televisore. Una storia di mafia in cui la parola mafia è scritta una sola volta, ma nella quale il contagio criminale serpeggia dappertutto, silenzioso e letale come un’invasione di zombi.

Wataya Risa Solo con gli occhi Einaudi

l mondo della scuola, i miti assoluti dell'adolescenza, la solitudine e la scoperta dell'eros e dell'amore. Il sorprendente romanzo della scrittrice che a soli diciannove anni ha vinto il piú prestigioso premio letterario giapponese.

È il primo anno di liceo. In classe si formano nuove amicizie, le prime complicità e le prime brucianti esclusioni. Hatsu, seduttiva e ribelle, osserva il suo compagno Ninagawa, il quale, non visto, sfoglia compulsivamente una rivista con le foto di una modella di cui è segretamente, ossessivamente innamorato. Gli sguardi alimentano il desiderio e i due ragazzi si scoprono presi in una storia che nasce come un'allegra schermaglia amorosa e si trasforma in un sentimento assoluto che finisce per escludere tutti gli altri.

Sherko Fatah Terra di confine ISBN

Il primo romanzo del dopoguerra iracheno, Terra di confine, scritto da Sherko Fatah, nato a Berlino da madre tedesca e padre curdo-iracheno. Il protagonista è un contrabbandiere senza nome, uno dei pochi a sapersi muovere tra le mine che infestano il territorio tra Iran, Iraq e Turchia. Per vivere trasporta whisky, sigarette, computer, mercanzie di ogni genere, attraversando check-point di frontiera e nascondendosi da militari di guardia e ladri senza scrupoli. La lettura del paesaggio, l’attenzione a ogni segnale di cambiamento diventano così la chiave per la comprensione e la sopravvivenza.

Andrea Camilleri Il colore del sole Mondadori

Ad Andrea Camilleri, recatosi da Roma a Siracusa per assistere alla rappresentazione di una tragedia classica, capitano alcuni avvenimenti strani. Qualcuno gli infila in tasca un biglietto con un numero a cui telefonare, ma da una cabina pubblica. E non è possibile ricostruire chi sia l'utente a cui quel numero corrisponde. L'Andrea Camilleri scrittore di romanzi gialli non può sottrarsi a una serie di misteri via via più fitti e inquietanti. Misteri che lo conducono a un casale sperso nella più remota campagna, dove gli verranno mostrati alcuni curiosi oggetti e un diario incredibile, scritto di suo pugno da un artista di quattro secoli prima. Un artista grandissimo e maledetto: Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Le note brevi, secche, disarticolate e visionarie di questo diario - alla cui stesura Camilleri dedica un virtuosismo mimetico capace di restituire tutte le torsioni, le incrinature, i bagliori del più corrusco italiano seicentesco - costituiscono una sorta di anomalo romanzo 'nero', fitto di ombre e di allucinazione, sul periodo trascorso da Caravaggio a Malta e in Sicilia nell'estate del 1607. Questa volta la scrittura di Camilleri si distacca dal saporoso impasto che lo ha reso celebre e si tuffa nel passato per sintonizzarsi, attraverso le aspre e dissonanti note barocche, sulla psicologia torturata dell'artista e indagare le ragioni profonde della sua pittura.

Federico Moccia Scusa ma ti chiamo amore Rizzoli

Niki esiste veramente. Federico l'ha vista un giorno per caso a via del Corso mentre faceva le "vasche" con le sue amiche. Quel giorno Niki ha tirato fuori dai jeans un telefonino e ha discusso quasi un'ora con sua madre. Federico è tornato spesso a via del Corso ma non l'ha mai più incontrata. I ristoranti dove vanno a mangiare i protagonisti di questo romanzo sono veri. Sono stati tutti "provati" dall'autore, che adesso è a dieta. L'autore ha visitato più di 25 fari lungo tutta la costa d'Italia. All'ultimo, quando ormai non ci sperava più, ha preso un traghetto per l'isola del Giglio.
Qui ha trovato il faro di questa storia d'amore. Niki e le sue amiche sono all'ultimo anno di scuola. Malgrado abbiano la maturità ne combinano ogni giorno di tutti i colori. Sfilate, feste, rave e tutti i possibili eventi anche fuori Roma. Alex è un "ragazzo" di quasi trentasette anni. Si è lasciato da poco e senza un vero perché con la sua fidanzata storica. Intorno a lui ruota un mondo complicato e divertente: i suoi genitori, le sue sorelle sposate e con figli e poi i suoi tre amici Enrico, Flavio e Pietro, anche loro tutti già sposati ma ognuno con le proprie particolarità. Enrico è geloso, Flavio metodico, Pietro invece è in fissa con tutte le donne del mondo. Alex è un pubblicitario e ha delle grandi responsabilità all'interno della sua azienda. Ma è appena arrivato un giovane rampante che mette a repentaglio il suo lavoro. E tutto questo non sarebbe niente se quella mattina Alex non incontrasse Niki.
O meglio, se i due non si scontrassero. Niki è una bella ragazza, è divertente, è intelligente, è spiritosa, è allegra. C'è solo un piccolo dettaglio. Ha diciassette anni. Vent'anni meno di Alex. E dopo l'incontro di quella mattina, nulla sarà più come prima. Il mondo adulto si scontra con quello degli adolescenti. Ed ecco mamme e figlie in una discussione continua, papà che sono ancora ragazzini e ragazzi giovanissimi che sono già troppo adulti. E ancora ragazze sognatrici, ragazze deluse, ragazze romantiche e ragazze troppo folli. E adulti che invece hanno messo da parte tutti i loro sogni e vivono, o meglio sopravvivono, senza avere il coraggio di fermarsi a riflettere.
Questo romanzo è la voglia di ritrovare la propria libertà, la voglia di avere sentimenti veri, di amare senza convenzioni e senza troppi perché. È la quotidianità ma è anche il sogno. È la voglia di dire basta a quel domani che ogni giorno ci raccontiamo, nel quale siamo sempre sicuri che faremo qualcosa di speciale. Ma intanto i giorni passano e quel domani non arriva. Di lui non c'è traccia. E allora ecco la nostra fuga, la più bella, la più folle, la più pazza. Una fuga d'amore. E poi quel faro...

Salvatore Niffoi Ritorno a Baraule Adelphi

Ma perché mai, dopo tanti anni passati in continente, Carmine Pullana era tornato al paese Per sapere, finalmente, la verità. Per cercare i tasselli che mancavano al mosaico della sua vita, e poter morire in pace. Per scoprire, innanzitutto, che cosa era accaduto la notte in cui negli stagni davanti a Baraule era stato trovato il corpo straziato di Sidora Molas e nella rete di Martine Ragas, noto Polifemo, era rimasta impigliata "quella cosa informe che sembrava un coniglio scuoiato, una spugna rossa inzuppata di sangue", e invece era un neonato, "un innocente che non aveva neanche la forza per piangere". Martine l'aveva messo ad asciugare pancia al sole dentro il berretto, e la creatura aveva ripreso a respirare. "Questo è uno che non vuole morire" aveva pensato il pescatore. "Qualcuno lo ha rispedito indietro dall'inferno". Lo aveva portato a sua sorella Battistina, che lo aveva battezzato con l'acqua del pozzo: "Carmine, Carmineddu, il nostro angelo venuto dal mare" gli diceva. Poi però Martine l'aveva venduto a un proprietario barbaricino che aveva la moglie "vurva sicca", e Battistina era morta dal dolore. Quelli lo avevano fatto crescere da signore, lo avevano fatto studiare, e Carmine era andato all'università ed era diventato dottore - anzi, era diventato "il Dio dei bambini col cuore guasto". Ma sempre, per tutti quegli anni, aveva rivolto a Dio la stessa tormentosa e dolente supplica: "Dimmi il nome di mia madre e quello di mio padre!". E adesso che dentro il petto aveva quel "cane che gli addentava i polmoni", e quando tossiva sputava sangue - adesso era arrivato il momento di sapere.

Alona Kimhi Lily la tigre Guanda

Tigre di carta Una donna di 120 chili a Tel Aviv. È l'irresistibile protagonista di Lily la tigre, l'ultimo romanzo della trentenne ucraina Alona Kimhi, che dal '72 vive in Israele, dove è notissima per i suoi best seller ormai tradotti in molte lingue. La sua Lily conduce un'esistenza simile a quella di una giovane soprappeso in una città qualunque del mondo occidentale, tra fantasie di una vita diversa e frustrazioni quotidiane. Le sue amiche magre Ninush e Mikhaela non sono certo più felici, una alle prese con un macho violento, l'altra con le asprezze di riuscire a sbarcare il lunario. Ma poi un ex amante giapponese, ora transessuale, regala a Lily un cucciolo di tigre. E il contagio del mondo selvaggio e ancestrale - che è alle spalle di tutti noi - sarà fatale. Lily è un grande personaggio: intensa, complessa, straripante di vita. Perché l'ha voluta così grassa? Perché essere grassa oggi, per una donna, rappresenta il massimo della vulnerabilità. Una donna così soprappeso è sensibile, iperemozionale, strasensuale, schiava di desideri masochistici. È un'edonista piena di vergogna, incapace di corrispondere ai requisiti minimi della civiltà, che impone di sublimare o mascherare quel genere di istinti. Le donne non sembrano passarsela granché bene anche a Tel Aviv... C'è una grave dissonanza nel mio Paese tra l'immagine della donna israeliana, dura e quasi aggressiva - la donna-soldato, la femminista occidentale trapiantata nell'Oriente primitivo - e la sua essenza più autentica: un cittadino di serie B in uno Stato, Israele, con la pretesa di appartenere all'Occidente. L'ossessione costante della sopravvivenza, e dunque la concentrazione sulla sicurezza e sulla politica estera, certo non consentono a Israele di investire energia e risorse sulle minoranze, donne incluse. La scena di sesso tra Taro e Lily è molto anticonvenzionale, cosa rara quando si descrive il sesso. Credo molto nel distacco, quando scrivo. E questo vale ancora di più in una scena di sesso, che non è una confessione personale. Così si può raggiungere precisione, verità, originalità, mantenendo però il controllo totale. Quella scena è un mio regalo al lettore, è lui che deve identificarsi, coinvolgersi ed eccitarsi, non io che scrivo. Come ha avuto l'idea del cucciolo di tigre? Mi hanno colpito i libri di Angela Carter, il suo modo di inserire il fantastico in una narrazione realistica, che non è prerogativa esclusiva del realismo magico sudamericano. Anch'io volevo cercare di fondere quel mondo fantastico esuberante e glamour nell'afosa e ordinaria realtà israeliana.

Bjan Zarmandili L'estate è crudele Feltrinelli

Parviz e Maryam si sono conosciuti a Roma. Poi lei è tornata nell’Iran dello scià e lui la raggiunge. Un viaggio avventuroso. Non solo: la polizia segreta rende l’incontro fra marito e moglie un’odissea. Entrambi sembrano mettere l’attività politica avanti a tutto, ma il figlio che dovrà nascere raddoppia le priorità. La repressione è più forte degli ideali e dell’amore.
Un romanzo di passione amorosa e civile, ma al tempo stesso anche delicatamente poetico, che ha per protagonisti due giovani militanti nel partito d’opposizione al regime dello scià, negli anni settanta. La storia di Parviz e Maryam prende corpo attraverso la ricerca del figlio, Keivan, che da Teheran va a visitare Roma, la città nella quale i genitori si sono conosciuti e innamorati quando studiavano all’università; il suo viaggio è una porta aperta sulla vicenda che lega i due protagonisti attraverso l’amore ma complice anche una fede politica sentita come irrinunciabile ideale. Il lettore segue prima l’avventuroso viaggio di Parviz – richiamato in patria dal partito – da Roma a Teheran passando per la Germania, la Turchia, e infine il Kurdistan; poi assiste al ricongiungimento dei due giovani, in patria, sino al drammatico epilogo, nel quale entrambi trovano la morte per mano della Savak: Parviz viene ucciso nel corso di un’irruzione insieme agli altri compagni della sua cellula, Maryam viene invece arrestata e torturata. Non rinnegherà le idee per le quali ha combattuto neanche per salvarsi la vita (sebbene lasci orfano un bambino di pochi mesi), in un finale tragico e dolcissimo nel quale ritornano, come un Leitmotiv, i versi della poetessa Forugh Farrokhzad. La poesia, infatti, che della cultura persiana è elemento fondante, è un fil rouge che attraversa il romanzo dandogli luce e spessore.

Denis Guedj Zero o le 5 vite di Aèmer Longanesi

Iraq, 2003: lo scoppio di una bomba copre una donna di detriti e fa emergere dal suolo un piccolo cono d'argilla, un oggetto usato dai Sumeri per contare, 5000 anni fa. La donna, Aémer, è sopravvissuta, e il suo mestiere è proprio setacciare, alla ricerca di oggetti come i calculi d'argilla, il suolo del Paese dove fu inventata la scrittura delle lettere e dei numeri. Fa l'archeologa. Ma questa terra custodisce anche il mistero delle sue vite precedenti: sacerdotessa dell'amore a Uruk, prostituta a Ur, interprete di sogni a Babilonia, danzatrice a Bagdad nel IX secolo... A ciascuna di queste figure femminili corrisponde una tappa della storia del numero zero, cominciata in Mesopotamia e passata attraverso la cultura babilonese e araba. Ma nella vita quotidiana delle cinque donne ritroviamo la medesima Aémer, la cui vitalità cerca di colmare un vuoto non dissimile da ciò che lo zero rappresenta.

Gianpaolo Cionini A quanto vendi l'anima Feltrinelli

L’11 settembre 2001 i mercati azionari europei persero, mediamente, oltre il dieci per cento in un giorno soltanto. È possibile che qualcuno fosse in possesso di informazioni privilegiate, conoscendo in anticipo quanto stava per accadere, e le abbia sfruttate finanziariamente? Se ciò fosse vero, quel giorno è stato un successo senza precedenti. Perché non riprovarci?
Un enorme attentato, delle proporzioni di quello dell’11 settembre, farà crollare gli indici di borsa. C’è chi ne è al corrente e, in parte, responsabile, e vuole sfruttare il crollo per enormi speculazioni finanziarie. Per far ciò contatta numerosi trader ai quali vengono fornite enormi somme di denaro da investire. Tra questi c’è Max, introverso money manager uscito scottato dalla bolla finanziaria della new economy e da un matrimonio fallito. Dopo aver ceduto alla tentazione della ricchezza e delle grazie di Valérie, Max decide di opporsi e comincia la sua battaglia per arginare il disastro da una parte e per contrastare la speculazione dall’altra. Una doppia guerra quindi, ma principalmente una guerra economica. Il nemico, qui incarnato da Monsieur Dupont, squalo senza scrupoli ed esteta sui generis, ha immense risorse finanziarie. Max, eroe passionale e idealista, ha dalla sua un pool di magistrati che lo aiutano a chiedere l’appoggio della Banca centrale onde avere i capitali necessari per contrastare la speculazione.

Susanna Tamaro Tobia e l'angelo Salani

Perché tutte le cose belle spariscono dalla vita di Martina? Perché i suoi genitori continuano a litigare? Perché sembrano non accorgersi di lei? Cosa ha spento nei loro occhi la luce dell’amore? E perché il nonno, che pure le vuole tanto bene, non viene piú a trovarla? Martina ha tante domande e nessuna risposta. I grandi non gliene sanno dare. E cosí un mattino, svegliandosi in una casa vuota, decide di andarsele a cercare.

Asa Larsson Il sangue versato Marsilio

Notte di solstizio a Jukkasjarvi, piccola località nei pressi di Kiruna, a duecento chilometri dal circolo polare artico, luogo solitario e primitivo, dove per mesi non compare mai il sole. Nella chiesa viene ritrovato il corpo del pastore Mildred Nilsson, una donna che con le sue posizioni inflessibili e le sue convinzioni femministe aveva diviso le anime del paese, attirando odio e venerazione. L'avvocato Rebecka Martinsson indaga con l'ispettrice di polizia Anna-Maria Mella.

Jean Claude Izzo Il sole dei morenti e/o

Il romanzo è la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce sulla strada, diventa quello che chiamiamo un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell'alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare, la città dove aveva scoperto l'amore. "Il sole dei morenti" è la storia di un viaggio e di una vita.

Giorgio Manganelli Mammifero italiano Adelphi

L’aborto, l’amor di patria e Carosello, le raccomandazioni, le tasse e il caso Tortora: su temi come questi Manganelli è intervenuto, nel corso degli anni Settanta e Ottanta, usando un’arma che gli era massimamente congeniale – il corsivo fulminante – e sempre mandando gambe all’aria moralismi e cliché. E da quei corsivi sbiechi e solitari emerge un ritratto dell’Italia che oggi più che mai lascia ammirati e scossi. Manganelli demolisce infatti i sacri valori italici: la famiglia, anzitutto, produttrice indefessa di psicopatologie varie, anche criminali; e la Patria, che in effetti è arduo amare in toto, incluse «la periferia nord di Foggia, le latrine di tutti indistintamente i ristoranti e le tavole calde dell’autostrada». Il nostro Paese è in fondo una madre avara e insieme indulgente, che «non dà il dovuto ma si lascia insolentire», garantendo così «una lamentosa e innocua esistenza». Non c’è dunque da stupirsi che gli italiani siano cittadini mediocri, afflitti da un’endemica cattiva coscienza – e «il fatto di non essere in galera è semplicemente un segno che da noi lo Stato non funziona». Osservatore implacabile ma partecipe, Manganelli ci racconta e si racconta, e ogni piega del suo discorso cela una gemma di comicità: come quando invita il presidente Pertini, la cui popolarità minaccia le istituzioni, a farsi assegnare il diritto di imporre «un qualsivoglia numero di rigori ad una qualunque squadra di calcio, anche a partita finita, con un semplice colpo di telefono».

6 febbraio 2007

Franklin Foer Come il calcio spiega il mondo Baldini

Una spietata analisi nella quale l'Autore, già collaboratore del NewYork Times e del Washington Post, sulla base di dati statistici già due anni prima di "calciopoli" non mancava di affermare a proposito del nostro calcio: "Juventus e Milan possono condizionare a loro vantaggio le partite scegliendo arbitri mediocri, abituati a squadre minori, e accondiscendenti. Altri arbitri che hanno preso decisioni contro la Juve si sono visti relegati ad arbitrare partite di serie B. (...) Solo in poche occasioni alcuni di questi sordidi fatti sono emersi alla luce del sole. (...) La cosa più scioccante è che spesso la Juventus ha vinto il campionato alla fine della stagione, sulla base di arbitraggi discutibili. (...) E anche se la Juve commetteva più falli di ogni altra squadra, riceveva il minor numero di cartellini rossi, una regolarità statistica alquanto sospetta". Moggi fa scuola.

AA.VV. Omissis. Delitti, stragi, faccendieri e Servizi segreti. L'Italia degli intrighi in undici racconti Einaudi

Chi ha detto che la letteratura non può aiutare a scoprire la verità? "Omissis" è una parola che in origine voleva dire "ciò che si può anche trascurare, omettere". Adesso indica quello che invece si preferisce non sapere. Una realtà taciuta. Come la realtà del sospetto, dell'intrigo, della menzogna, la "zona grigia" in cui si muove tanta parte della nostra storia recente. Un'antologia di racconti in cui scrittori e autori noir, giornalisti, storici, poliziotti si ispirano alla parte oscura dell'Italia.

Letizia Muratori La vita in comune Einaudi

Tina ha trentacinque anni e non ha fatto altro che nascondersi. Dietro le gonne della tata, Almas. Le paure della madre adottiva, Flavia. Dietro il vitalismo passionale del padre, "il generale giardiniere". L'eleganza bulla e altoborghese della nonna, Elena. Non solo, Tina si nasconde anche per lavoro. È redattrice in un service, scrive di tutto e non firma niente. È la ghost-writer ufficiale di Gabriele Alfano, star del giornalismo, nonché suo compagno di vita da anni. Un bel giorno, complice la sua stravagante famiglia, Tina smette di nascondersi e scappa. In Germania, da Isayas.
Isayas ha quarant'anni, è cresciuto tra le donne e non le può soffrire. Forse perché non le capisce un granché. Figlio di madre eritrea - l'indimenticabile avventuriera Alemash - e della sua carta di credito. È sfuggito alla fame, alla guerra. Ha lasciato l'Eritrea e ha studiato in Svizzera. È un chirurgo affermato ora, ma lavora troppo, lavora e basta. L'unica cosa che gli preme davvero è essere un buon padre per Joseph, il figlio che vive con lui a Erlangen. L'inatteso arrivo di Tina da quelle parti, la sua Tina, antichissimo amore, lo coglierà impreparato, su tutti i fronti.
Joseph ha quindici anni, ama gli animali. Manda avanti una pensione casalinga per cani che gli dà parecchio da fare. Risultato, non esce mai, non ha molti amici, è stato mollato dalla ragazza e non riesce nemmeno ad andare in vacanza... Ma una grande avventura lo aspetta, la prima della sua vita.
E una grande avventura aspetta anche gli altri due personaggi. Perché magari non si tratta di salvare il mondo, ma di riuscire a farne parte certamente sí. E perché forse, nel mondo dove la vita è minacciata alle radici, anche dalla ossessiva sicurezza che in realtà accresce il disordine, il destino alla fine si può cambiare, si può alzare la testa, si può smettere di avere paura.
La storia passa dagli anni Settanta a oggi, dall'Italia all'Eritrea della guerriglia e della siccità, dal lavoro nei service editoriali romani alla Germania delle manifestazioni contro il treno atomico, da Jeddah e i college svizzeri della diaspora delle élite musulmane al deserto di Yucca Mountain, Usa. Tre diverse voci danno corpo a tre personaggi incantevoli. Una narrazione serrata e insieme fluida, avventurosa e fiabesca, crudele e anche comica, in scenari continuamente mutevoli racconta un'unica vicenda: una storia d'amore dove legami più forti di quelli familiari si stabiliscono fra tre persone che scoprono la vita in comune. Quella che si oppone alla solitudine. E che lega tutti noi, con gli animali e le piante, nella percezione del comune pericolo.

Tom Spanbauer L' uomo che si innamorò della luna Mondadori

Excellent, ldaho intorno al 1880: Shed (alias Duivichi-un-Dua) è un ragazzino mezzosangue che a soli dodici anni subisce violenza sotto minaccia delle armi da un uomo che poi uccide sua madre. L'orfano viene cresciuto dalla scandalosissima Ida Richelieu: prostituta, sindaco del paesino nonché proprietaria dell'Indian Head Hotel, leggendario albergo/bordello dipinto di rosa. Sotto la sua guida, Shed dapprima diventa quello che gli indiani chiamano un "berdache" (un sacro prostituto maschio), poi fa l'amore con Alma Hatch, ex venditrice di Bibbie e ora prostituta di professione. In seguito, dopo aver abbandonato Excellence per mettersi in cerca del significato del suo nome indiano, diventa amico e amante di Dellwood Barker, un originalissimo cow boy del Montana dagli occhi verdi e dall'animo del filosofo, che conversa con la luna e che potrebbe benissimo essere suo padre. Quando, dopo diverse peripezie, fanno ritorno nell'ldaho, i due uomini si uniscono a Ida e ad Alma venendo così a creare la più bizzarra delle famiglie. E l'affetto profondo che la tiene insieme, per quanto circondato dalla brutalità e dalla ferocia di una terra di frontiera, costituisce il cuore di questo romanzo.

Scott Smith Rovine Rizzoli

Immagina il Messico. Una vacanza da sogno, tra mare, sabbia, tequila e tramonti da cartolina. Immagina un'avventura tra amici, sulle tracce di un giovane scomparso nel nulla. La fatica, il caldo, gli insetti, la foresta sempre più impenetrabile. Immagina di avere, a un tratto, paura. Perché qualcuno ti osserva, ti segue. E inesorabile ti spinge verso l'abisso. Immagina di essere in trappola. Allora sarai un animale che lotta per la salvezza. Contro tutti, senza regole, senza certezze, senza pietà. A tredici anni dallo straordinario successo di "Un piano semplice", Scott Smith torna a sedurre i lettori con un thriller psicologico intricato e crudele, assolutamente perfetto. Un viaggio solo andata per l'inferno, con vista panoramica sull'orrore che è dentro ciascuno di noi.

Thomas Harris Hannibal Lecter. Le origini del male Mondadori

Un bambino di otto anni, emaciato e sporco, emerge dalle macerie e dalle stragi del fronte orientale vagando senza meta nella neve con un braccio rotto e una catena stretta al collo. Quel bambino è Hannibal Lecter, fuggito dal casino di caccia in cui si era rifugiato con la famiglia e alcuni domestici per scampare alla violenza delle soldataglie. Gli occhi attraversati da un'indecifrabile espressione, chiuso in un ostinato silenzio, il piccolo Hannibal trascorre alcuni anni nell'orfanotrofio russo che lo ospita in una solitudine apparentemente assoluta. Ma gli incubi cresciuti in lui dopo l'indicibile orrore di cui è stato testimone lo accompagnano da quel giorno in una perversa simbiosi. Lo zio, un famoso pittore, riesce a rintracciarlo e lo porta a vivere con sé a Parigi. Qui, grazie alle amorevoli cure di sua moglie, la giapponese Lady Murasaki, Hannibal avrà modo di scoprire e coltivare i suoi innumerevoli talenti, che spaziano dalla musica alla letteratura, dall'arte alla medicina. È in questa atmosfera densa di stimoli e suggestioni, ma anche di incubi strazianti, che il giovane comincerà a edificare un vero e proprio "palazzo della memoria", impreziosendolo di visioni spettacolari e insieme agghiaccianti, teatro e sfondo interiore delle più raffinate speculazioni come dei più inconfessabili desideri. Fino al giorno in cui Hannibal decide che è tempo di tornare a casa e bussare alla porta dei demoni che così spesso vengono a fargli visita. Con Hannibal Lecter - Le origini del male Harris aggiunge un nuovo, inquietante tassello alla storia del famoso psichiatra antropofago, svelandoci la genesi di uno dei più controversi e coinvolgenti personaggi del thriller contemporaneo.

Lydia La Plante Dalia rossa Garzanti

Londra. Sulle rive del Tamigi viene ritrovato il corpo di una giovane donna. Il cadavere è tagliato in due all'altezza dei fianchi e reca orribili segni di torture. Il delitto ricorda quello di Elizabeth Short, soprannominata la Dalia Nera, uno dei più famosi casi irrisolti della Los Angeles degli anni '50. Passano giorni prima che la ragazza riesca a essere identificata: si tratta di Louise Pennel, aspirante modella ventiquattrenne. Pochi gli indizi in mano ad Anna Travis, il sergente della polizia assegnato al caso: una foto che ritrae la vittima vestita di un miniabito rosso e una rosa nei capelli, e le somiglianze con il caso della Dalia Nera. Somiglianze che, con il proseguire delle indagini, si fanno sempre più inquietanti e insistenti. E quando l'assassino comincia a inviare alla stampa biglietti identici a quelli che inviava il killer di Elizabeth Short, Anna non ha più dubbi: l'omicida è un copycat in piena regola, un sadico così ossessionato da quel delitto, da volerlo riprodurre alla perfezione in ogni sua parte. Con l'aiuto dell'ispettore capo Langton, Anna deve intraprendere una lotta contro il tempo per fermarlo, non prima di aver rischiato di diventare lei stessa l'ultima vittima.

Taichi Yamada Una voce lontana Nord

Durante l'arresto di sei clandestini provenienti dal Bangladesh, Tsuneo, un ufficiale dell'immigrazione, crolla a terra, travolto da un'improvvisa, irresistibile sensazione. Sembra un episodio isolato in una vita altrimenti tranquilla, ma, poco dopo, quel particolare "svenimento" si ripete. E non solo: Tsuneo comincia a sentire una voce — una voce di donna — che gli parla, lo ammonisce, gli dà consigli, gli chiede di ricordare. In breve tempo, quella voce diventa per lui l'unica cosa veramente importante. Tsuneo abbandona il lavoro, la fidanzata e qualsiasi impegno sociale e si getta anima e corpo nel tentativo di capire che cosa voglia da lui la voce. Uno slancio che farà emergere tutto il dolore sopito nel suo passato e che gli aprirà gli occhi su un mondo che lui non ha mai voluto vedere né ascoltare.

Steven Saylor Sangue su Roma Nord

Nella calda primavera dell'anno 80 a.C., il giovane e inesperto oratore Marco Tullio Cicerone si sta preparando a difendere Sesto Roscio Amerino, un ricco proprietario terriero accusato di aver ucciso il padre. L'esito del processo sembra già scritto e per Sesto ci sono poche speranze: tutti infatti sanno che suo padre aveva minacciato di diseredarlo in favore del fratellastro. Ma Cicerone sospetta che, sotto quella semplice spiegazione, si celi qualcosa di molto più complesso e chiede aiuto all'amico Gordiano, un uomo dotato di acume e intelligenza straordinari. L'indagine porta Gordiano nei meandri di una Roma torbida e affascinante, in cui gli inganni e i complotti costruiscono una ragnatela di misteri sempre più complessa, dalla quale emergerà una verità insospettabile, che rischierà di travolgere l'intera vita politica dell'Urbe, esponendo altresì l'abile investigatore a un pericolo mortale.

Simon Ings Il peso dei numeri Il saggiatore

Dalla corsa allo spazio alla Baia dei Porci, dal bombardamento di Londra alla guerra civile in Mozambico, dalla nascita del wrestling moderno alle manifestazioni situazioniste, dalla produzione di arance nei primi kibbutz al mondo della moda milanese.
Con lucidità, e una cura per i dettagli quasi maniacale, Il peso dei numeri smonta il nostro universo in mille pezzi presentandoci, in un disegno a prospettiva esplosa come nelle istruzioni di un mobile Ikea, una versione alternativa degli ultimi sessant’anni di storia mondiale. Un genio matematico dei servizi segreti reso pazzo dalle visioni di un mondo perfetto fatto di numeri, un sessantottino deluso dedito al traffico di clandestini, un mefistofelico marinaio che sembra attraversare le epoche e i continenti...
Seguendo i destini di una decina di personaggi – tessuti in un gigantesco puzzle di microsequenze narrative alla DeLillo – la follia e il caos della vita moderna vengono svelati in modo malinconico, lirico
e spietato. Nessun sentimentalismo: ogni fragilità umana viene filtrata attraverso un prisma e scaraventata, nuda, sulla pagina bianca. A prendere vita, episodio dopo episodio, è un’umanità schiacciata sotto il peso di milioni di possibilità, dove senso, causa ed effetto sono sostituiti chirurgicamente con probabilità, coincidenze e connessioni:
«Sopravviviamo perché facciamo finta. La vita è troppo ricca, troppo complessa, troppo incerta. La vita respinge il metodo».

James Patterson La tana del lupo Longanesi

Lo chiamano il Lupo: nessuno conosce il suo nome, né il suo volto. È un boss delta mafia russa che ha deciso di estendere il suo potere in America. Controlla attività criminali di ogni genere, dal traffico di droga al racket del gioco, al commercio darmi, ma la sua specialità è la tratta di schiavi sessuali: basta inserirsi in un sito internet segreto, la Tana del Lupo, e 'ordinare' quello che si desidera. Donne magnifiche, bambine, giovani uomini. Tutto. Il Lupo è in grado di far diventare realtà qualunque perversione... Un caso difficilissimo, che sembra fatto apposta per Alex Cross, pluridecorato detective della Omicidi, al suo primo incarico nell'FBI. Ma Cross non deve affrontare solo il lupo: il passaggio all'FBI, un indubbio salto di qualità professionale, comporta notevoli difficoltà, nuove procedure, corsi di aggiornamento e una malcelata ostilità dei nuovi colleghi, che non vedono di buon occhio l'ultimo arrivato e l'aura di fama che lo circonda. E poi c'è la famiglia: i figli ai quali aveva promesso più tempo e maggiori attenzioni, il nuovo amore, Jamilla, che vive a migliaia di chilometri di distanza e soprattutto l'improvvisa ricomparsa di una vecchia fiamma, Christine, la mamma del piccolo Alex. Perché è tornata? E perché è così interessata al bambino, quando finora non se ne é mai occupata? E mentre nel Paese continuano a sparire giovani donne, Cross deve trasformarsi lui stesso in un predatore per dare un'identità a un mostro disumano...

Altri dati:

Francesco Goldman Lo sposo divino Il saggiatore

1870. In un paese dell'America Latina non meglio precisato, un uomo senza troppi scrupoli ha messo gli occhi sulla bella e giovanissima Paquita. Per proteggerne la verginità, Paquita viene mandata in convento insieme all'amica del cuore María. Quando l'uomo diventerà uno dei personaggi politici più potenti della nazione, farà chiudere tutti i conventi, riuscirà a fare sua Paquita e si guadagnerà il soprannome di "Anticristo". Abbandonata la vita monastica, grazie alla sua passione per la lettura l'ex novizia María trova un impiego come traduttrice presso la legazione britannica e si iscrive a un corso di scrittura tenuto da José Martí. L'incontro con il seducente poeta ed eroe dell'indipendenza cubana trasforma la sua vita e, qualche anno più tardi, la ragazza s'imbarcherà per New York con una figlia tra le braccia. Alle domande insistenti dell'amica Paquita che l'attende all'arrivo, María preferisce non rispondere, senza svelare quale tra i suoi pretendenti sia il padre della bambina e cosa sia realmente successo tra lei e Martí.

M.J. Hyland Il bambino che non sapeva mentire Bompani

John Egan è un ragazzino irlandese: ha 11 anni, è figlio di genitori disoccupati e ha due qualità che lo distinguono da tutti i suoi coetanei: è altissimo e sostiene di capire quando qualcuno mente (sviluppando una serie di reazioni fisiche, tipo nausea, vomito, ecc...). Queste qualità lo costringono a una vita piuttosto isolata: viene preso sempre in giro, sembra un bambino con un corpo da adulto, mentre quando cerca di fare l'adulto (ad esempio entrando in una banda di teppisti di periferia) nessuno lo prende sul serio. Così lui sogna, costruendosi un mondo parallelo in cui diventerà famoso e rispettato, entrando nel Guinness dei primati. Sarà un suo professore a restituirlo a una vita normale. Gli farà infatti capire che non c'è niente di cui debba preoccuparsi: è un bambino come gli altri e potrà vivere serenamente come chiunque altro la sua vita. Maria J. Hyland ha trascorso la sua difficile infanzia tra Londra, Melbourne e Dublino, per poi laurearsi in Giurisprudenza in Australia, dove ha fondato e diretto la rivista "Nocturnal Submissions" fino al 1997. Questo è il suo secondo romanzo, dopo "How the Light Gets In".

Hyok Kang La rondine fuggita dal paradiso Piemme

Hyok vive nel villaggio di Unsong, in Corea del Nord. È un ragazzino sveglio e vivace, un piccolo scavezzacollo che fa la vita di tutti i suoi coetanei: va a scuola, canta le canzoncine della propaganda di regime, viene obbligato a presenziare alle esecuzioni pubbliche, lavora, assiste alle più maniacali forme di repressione, viene punito per ogni cosa, anche per la sua passione per il disegno. Eppure non c’è dubbio, quello che l’onnipresente Kim-Il-Sung, «Il Cervello Perfetto», «Il Sole», ha creato per loro è «Il Paradiso»: lo ripete senza sosta la radio, bloccata sui programmi di Radio Pyongyang, lo ripetono a scuola i maestri e gli altoparlanti nelle piazze. Intanto, Hyok fa la fame. La sua classe si è dimezzata a causa della mortalità da denutrizione. Si mangia quello che si può e più spesso quello che non si dovrebbe: corteccia di pino bollita, erba, funghi tossici, a volte ratti. Il Paradiso ormai trabocca di «rondini», di bambini che cercano per terra briciole e chicchi di riso. Fino al giorno in cui, con la sua famiglia, Hyok non decide di scappare. Via, lungo il confine, verso un mondo sconosciuto che gli avevano insegnato a temere e disprezzare, in fuga dal Paradiso. Per conquistarsi quel che resta dell’infanzia. Per trovare davvero una vita.

Monica McInerley Scomodi Segreti Corbaccio

Harriet Turner sa tutto sui viaggi. È una guida turistica e ne ha organizzati a centinaia per l'agenzia che la sua famiglia gestisce. Ma non è preparata al dramma, all'ilarità o alla passione del tour "Willoughby"... Quando sua sorella Lara scompare improvvisamente, Harriet sta portando una comitiva di turisti in un tour a tema nel Devon e in Cornovaglia. L'eccentrico gruppo è formato da fans di "Willoughby", una serie poliziesca inglese, che non vedono l'ora di incontrare Patrick Shawcross, l'avvenente attore che lo aveva interpretato quindici anni prima. Per Harriet il tour si trasforma in un'esperienza particolare, un viaggio di autoscoperta, che la porta a interrogarsi sulla sua famiglia, sulla sua infanzia, sui forti sentimenti che si accorge di provare per Patrick Shawcross. Ma intanto... che cosa è accaduto a Lara? E in che modo questo viaggio è collegato alla sua scomparsa? Dall'autrice delle "Sorelle Alfabeto" un nuovo romanzo emozionante e commovente sull'amore e i rapporti famigliari.

Franco Cordero L'armatura Garzanti

L'armatura" racconta in quattro atti le peripezie del giovane Fert da venerdì 5 dicembre 1749, nella Marca d'Oriente: è maestro d'arti; va ospite del Castello, sede d'una famosa biblioteca; vi passa l'inverno in compagnia d'ectoplasmi cortesi finché, morto Sua Grazia, l'Elettore li disperde. L'autunno seguente scende a Golconda nel cui ventre opulento consuma due stagioni: s'addottora; scopre meraviglie equivoche e quanto siano bui i corridoi del successo. Sei mesi dopo subisce una partita obliqua in Taurasia, presso le porte d'Ade. È affare pericoloso la traversata del mondo specie se uno ha solo ventitré anni. Il suo luogo naturale era Leukum, fortezza sotto le montagne, tra due acque: lo chiama l'Ornitologo, venuto dal Castello a comandare l'artiglieria perché incombe l'assedio; l'aspettano ore studiose, viaggi nell'anima, avventure en plein air, missioni guerrigliere, una battaglia con gl'lmperiali, sequele straordinarie fino a sabato mattina 30 settembre 1752 sui bastioni orientali nello scenario d'un vecchio sogno dimenticato. Sei equinozi scandiscono nature vive e morte, psiche, vortici d'eventi, pensieri, sentimenti, visioni.

Michel Pye Oggetti da Berlino Tropea

Zurigo, giorni nostri. In una fredda giornata d'inverno, un'anziana signora indugia, poi si ferma, come paralizzata, davanti alla vetrina di un lussuoso antiquario del centro. Un'altra donna si avvicina: è
Helen,nipote di Lucia Müller-Rossi, la proprietaria del negozio. Helen vede lo sguardo dell'anziana signora, sempre più commosso, fissare quella scrivania intarsiata di fiori in legno chiaro che l'ha sempre incuriosita, ma di cui sa così poco. Un oggetto che sembra legato in modo indissolubile agli anni della guerra, quando i Müller-Rossi vivevano a Berlino, a un passato oscuro su cui la sua famiglia ha calato una cortina di silenzio.
Chi è quella donna? Cosa la lega a quegli oggetti? Helen avvicina l'anziana signora, Sarah Freeman, che lentamente, con difficoltà, trova la forza per raccontare: della giovinezza nella Berlino nazista, del matrimonio con un medico ebreo, del nascondiglio in un capanno degli attrezzi, e poi della sua nuova vita a Londra come giornalista; ma soprattutto di Lucia Müller-Rossi, la sua colta e affascinante vicina di casa, italiana e svizzera, che si prestava gentilmente a conservare gli oggetti di valore di conoscenti ebrei.
Prende poi forma un racconto a più voci, e ai ricordi di Sarah si uniscono quelli lacunosi di Nicholas, il padre di elen, e della stessa Lucia: la vita dorata delle ambasciate, la corruzione, i bombardamenti su Berlino e infine la misteriosa fuga a Zurigo nel '45, con sette furgoni carichi di mobili al seguito. Insieme alla memoria riaffiorano incubi e orrori rimossi dalla coscienza ma impossibili da cancellare, dove la linea netta che divide carnefici e vittime si sfuoca, senza però alleggerire un fardello insopportabile.
Ispirato a una storia vera, tratta dal resoconto di Thomas uomberger sul commercio d'arte in Svizzera durante la Seconda guerra mondiale, Oggetti da Berlino è un romanzo denso e appassionante sul confine che separa il bene dal male, sulla difficoltà di convivere con il rimorso e sull'impossibilità di seppellirlo, e riporta alla luce un episodio dimenticato degli anni più neri del Novecento europeo.

Claire Castillon Veleno Bompiani

Madre e figlia? Nulla di più pericoloso. Il rapporto madre-figlia: viscerale, possessivo, violento. Un universo al femminile che non risparmia nessuno. Contro l'idea borghese che per secoli ha idealizzato la famiglia, la voce trasgressiva di Claire Castillon analizza e smaschera le passioni e le perversioni che uniscono madri e figlie - madri che non sempre hanno voluto tutti i figli che si trovano ad avere o che, altre volte, amerebbero essere esattamente come loro: giovani, belle, spensierate, seducenti... L'amore al microscopio, insomma, coi suoi dettagli scomodi, le sue trame avvincenti, le sue bugie, le competizioni che sempre si scatenano tra donne, le piccole violenze che crescono fino ad alimentare vere e proprie atmosfere noir. Claire Castillon ha pubblicato il suo primo libro nel 2000: "Le grenier" (Anne Carrière), riscuotendo immediatamente un grande successo di pubblico e di critica. A questo hanno fatto seguito altri cinque libri, fra romanzi e racconti. Ha inoltre scritto una pièce teatrale, "La poupée qui tousse".

Benoite Groult Fiori d'inverno Longanesi

È con dispetto che Alice, brillante giornalista ottantenne, si trova ad affrontare la vecchiaia, tra il disprezzo dei giovani, la rapidità delle innovazioni tecnologiche, gli inevitabili acciacchi e la dolorosa perdita dei coetanei più amati. Ma il suo spirito indomito le consente di farlo con senso dell'umorismo e consapevolezza, arrivando anche a riflettere su come e quando andarsene, ma senza rassegnazione. Anzi, continuando ad amare la vita più che mai, a scrivere, a viaggiare, a pescare nell'adorato mare di Bretagna. Le sono vicini la figlia Marion - cresciuta facendo tesoro delle libertà conquistate dalle donne dalla generazione precedente, che si fa protagonista del libro nel narrare la sua travolgente storia d'amore con il pilota irlandese Brian - e gli altri membri di una famiglia complessa, attraente, vivace e, in fondo, fortunata.

Sasha Solokov La scuola degli sciocchi Salani

Nel tempo sospeso, eterno della giovinezza, un ragazzo parla con se stesso. E a se stesso racconta tutto: della piccola stazione di provincia vicino a casa, dei suoi professori e compagni, dell'amore - l'amore per una ragazza che aspetta sempre qualcuno che non è lui. Ma subito si scopre che il protagonista non è un ragazzo 'normale': frequenta una scuola differenziale, 'la scuola degli sciocchi', e il suo racconto in realtà è l'ininterrotto, poetico dialogo con l'altro se stesso, un sé che giudica e controlla, opposto a quello che esprime speranza, amore, delusione. E in questo dialogo mille vite e mille personaggi arrivano ad avere un corpo, una voce, una storia: l'amata Veta, la ragazza che aspetta vicino alla stazione; il geografo Norvegov spirito libero e impavido, che sfida apertamente la crudele tirannia del sistema e dei suoi burocrati; il tristo dottor Zauze e i funzionari scolastici. Il giovane protagonista parla delle tappe fondamentali della vita: il rapporto con la famiglia, la società, gli altri, l'amore. E ne parla nell'unico modo possibile, fuori dalla normalità - perché la normalità è chiudersi al mondo, è sopprimere la natura, è insterilirsi e sfiorire; mentre la libertà più assoluta è quella di uscire dai canoni, sciogliersi dalle leggi del tempo, mischiare passato e futuro e annullare la morte, fondere insieme vita vera e immaginata.

5 febbraio 2007

Simonetta Agnello Hornby Boccamurata Feltrinelli

Chi è stata la madre di Tito? Una poco di buono, come dicono certe voci cattive? O una signora di buona famiglia costretta a "sparire", come ha sempre detto il padre Gaspare? Tito è alla guida di un pastificio, fonte non solo di ricchezza ma anche di conflitti, tensioni e invidie in seno a una famiglia allo sbando. È soltanto la sua autorità a tenerla insieme, a volerla unita, con il sostegno forte della mite presenza di una vecchia zia: zia Rachele ha vegliato su Tito e poi sui figli di lui e non ha perso la capacità di intuire anche quello che le si vorrebbe tener nascosto, ma nel suo sguardo cominciano ad affiorare a poco a poco ricordi confusi e brandelli di segreti custoditi tenacemente per più di mezzo secolo. A smuovere ulteriormente le acque torbide, insieme alla bellissima Irina, spregiudicata e intraprendente, arriva all'improvviso Dante, figlio di una ex compagna di collegio della zia. E c'è chi sospetta oscuri moventi. Quanto più la storia si apre a inattesi sviluppi nel presente, tanto più il passato viene folgorato da una nuova luce e il mistero che nascondeva si dischiude lentamente con la forza di una grande storia d'amore. Ancora una volta, sono al centro della scrittura di Simonetta Agnello Hornby la famiglia come covo di sentimenti innominabili, la lotta per la roba, la sensualità di uomini e donne. Sullo sfondo, una Sicilia modernissima e viva, colta nel declinare di valori assodati.

Kahled Hosseini Il cacciatore di aquiloni Piemme

La storia dell'Afghanistan degli ultimi decenni è una storia terribile, fosca e tragica, un puzzle d'orrori composto con le tessere di vite spezzate, di esistenze straziate ed umiliate, di infanzie rubate. Il cacciatore di aquiloni (edito Piemme), narrando le vicende di due bimbi, Hassan e Amir, per creare un affresco che rappresenti tutte le vicissitudini che hanno messo in ginocchio quel paese - dall'occupazione russa alla piaga talebana, dai bombardamenti americani alla presa del potere da parte del governo fantoccio dell'Alleanza del Nord - parte da una metafora splendida: c'è stato un tempo in cui nei cieli di Kabul volavano gli aquiloni (sport nazionale afghano), le cui eleganti evoluzioni rappresentavano la libertà del paese. Poi gli aquiloni non volarono più: era iniziata la tremenda odissea del popolo afghano. Amir, figlio del ricco commerciante Baba, vive col padre in una grande, lussuosa villa con giardino; la madre - con grande sconforto del padre - morì nel mettere alla luce il bimbo, cosa che Baba non ha mai effettivamente perdonato al figlio. A far loro compagnia Alì, servitore di Baba da sempre, ed il figlio Hassan, inseparabile ed adorante compagno di Amir: i due, oltre a trascorrere insieme le spensierate giornate dell'infanzia, formano una formidabile coppia nei tornei cittadini di combattimenti tra aquiloni. Il ricco Amir è il "pilota", Hassan il suo "secondo": difficile che il filo svolto dal rocchetto degli avversari riesca a rimanere integro quando si scontrano con questo formidabile duo. In più Hassan, col suo viso da bambola ed il labbro leporino, è il più forte cacciatore di aquiloni di Kabul: quando un filo viene reciso in combattimento e l'aquilone vaga in cielo in preda al vento, lui saprà sempre dove andrà a cadere, facendone una preda di guerra per Amir. Ma l'armonia tra i due ragazzini si spezza quando qualcosa di terribile accade ad Hassan per colpa di Amir: l'atteggiamento di quest'ultimo nei confronti dell'amico muterà, dettato da un'ostilità figlia del rimorso covato nell'ombra della propria coscienza, in un perverso gioco di specchi. L'arrivo dei russi a Kabul porterà alla separazione delle due mezze famiglie: Amir e Baba fuggiranno in America, Alì ed Hassan resteranno chissà dove in Afghanistan. Dopo venticinque anni Amir ha realizzato il suo sogno - sempre guardato con scetticismo dal pragmatico e concreto Baba - di diventare scrittore, si è sposato, ha una buona vita nella sua casa di San Francisco. Ma a sollevare le nebbie faticosamente accumulate su un passato scomodo ci pensa una telefonata dall'Afghanistan, che non gli lascia scelta: in barba alla viltà di cui si è accusato per tutta la vita parte alla volta di Kabul, alla ricerca di Sohrab, il figlio di Hassan reso orfano dalla crudeltà dei Talebani. Ma ad attenderlo a Kabul non ci sono solo i fantasmi del passato: quello che trent'anni prima era il suo paese ora è una landa desolata in cui vagano donne invisibili, dove i marciapiedi sono carichi di relitti umani ammassati gli uni sugli altri, dove avere un padre od un fratello maggiore è un lusso dopo gli stermini talebani, dove gli occhi della gente restano incollati al selciato per timore di incrociare fatalmente lo sguardo sbagliato, dove gli aquiloni non volano più...Terribile e toccante, in particolare nelle ultime centocinquanta pagine - quelle appunto del ritorno - Il cacciatore di aquiloni mi ha fatto venire alla mente un altro capolavoro della letteratura che ho adorato: L'amico ritrovato di Fred Uhlman: una storia d'amicizia, di separazione forzata, causata da eventi fuori dal controllo del singolo, anni di silenzio e poi la chiamata del destino che forza uno dei protagonisti a scavare nel proprio passato per riabbracciare l'adorato compagno di tante avventure, seppur non di persona ma attraverso qualcosa o qualcuno che lo rappresenta... Hosseini scrive in modo magico, in grado di stregare il lettore, di incollarlo alle sue pagine vivendo in prima persona i travagli interiori di Amir, sentendo fischiare i proiettili russi prima e talebani poi sopra alla propria testa, ritrovandosi il viso rigato di lacrime al primo sorriso che Sohrab gli rivolge.

Philip Roth Everyman einaudi

l destino dell'"Everyman" di Roth si delinea dal primo sconvolgente incontro con la morte sulle spiagge idilliache delle sue estati di bambino, attraverso le prove familiari e i successi professionali della vigorosa maturità, fino alla vecchiaia, straziata dall'osservazione del deterioramento patito dai suoi coetanei e funestata dai suoi stessi tormenti fisici. Pubblicitario di successo presso un'agenzia newyorkese, è padre di due figli di primo letto, che lo disprezzano, e di una figlia nata dal secondo matrimonio, che invece lo adora. E l'amatissimo fratello di un uomo buono la cui prestanza fisica giunge a suscitare la sua più aspra invidia, ed è l'ex marito di tre donne diversissime tra loro, con ciascuna delle quali ha mandato a monte un matrimonio. In definitiva, è un uomo che è diventato ciò che non vuole essere.

John Updike Terrorista guanda

Ahmad Mulloy è un ragazzo diciottenne che vive a New Perspect, nel New Jersey. Sua madre è americana di origine irlandese e suo padre, sparito ormai da molti anni, era invece egiziano. Ahmad cresce praticamente da solo, in una società di cui riconosce ogni giorno di più i limiti e la superficialità. È un ragazzo serio e intelligente, ma si trova sempre più isolato nel mondo in cui deve crescere, incapace di entrare in contatto con i suoi coetanei, ragazzi e ragazze alienati, preda di false immagini di felicità, privi di qualsiasi valore guida. E nemmeno i professori riescono a convincerlo: Ahmad si sente respinto e comincia a giudicare, impietoso, un mondo di cui avverte il declino inesorabile. Ecco perché si avvicina, con la sua serietà e la sua fiducia, al Corano e all'imam della sua cittadina, lasciandosi convincere a lasciare gli studi per diventare un autista di camion. Ed è su un grande camion che il giovane Ahmad, lentamente plagiato dal religioso cui si è affidato, concepisce il progetto che deve porre fine ai suoi giorni: far saltare in aria il Lincoln Tunnel di New York.

Idelfonso Falcones La cattedrale del mare Longanesi

Barcellona, XIV secolo. NeI cuore dell'umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Amau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt'oggi incarna lo spirito di Barcellona, all'epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto e mercanti e banchieri in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari. Intanto l'azione, dell'Inquisizione minaccia la già non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei... Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della "cattedrale del popolo". E all'ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...
DescrizioneBarcellona, XIV secolo. Il romanzo percorre passo dopo passo la vita di Arnau Estanyol nei decenni centrali del secolo, in una Catalogna rurale fortemente improntata al diritto feudale, in aperto contrasto con Barcellona, città semi-indipendente dal potere regio, culla di libertà e di ascesa sociale. Tra il 1320 e il 1384 seguiamo l’alternarsi della fortuna di Arnau e la contemporanea costruzione della Cattedrale di Santa María del Mar, “la cattedrale del popolo” di Barcellona. La storia della cattedrale sarà il cardine delle tormentate vicende del protagonista: Arnau e Santa María del Mar crescono insieme, uniti da un legame quasi mistico. Sullo sfondo, un Medioevo terrifico di guerre e pestilenze, carestie e conflitti religiosi, amori tormentati e soprusi d’ogni genere. Il romanzo trasporta il lettore tra fughe rocambolesche, rivolte popolari, battaglie, pestilenze (tra le quali la Peste Nera del 1347), agnizioni, ascese e cadute, addii struggenti e rutilanti trionfi; dall’Inquisizione che minaccia la già non facile convivenza tra musulmani, cristiani ed ebrei, alle punizioni terribili per le mogli adultere e le esecuzioni pubbliche; dai matrimoni combinati all’amore proibito. Un quadro di ampie dimensioni che però torna sempre all’umile quartiere della Ribera, nel cuore di una Barcellona in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto, mentre mercanti e banchieri in ascesa hanno sempre maggiore influenza nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie con Genova e Venezia per il monopolio dei commerci con l’Oriente. Intrecciate alla Storia, le vicende personali di Arnau, personaggio eroico che nasce servo e sale tutti i gradini della scala sociale, fino a diventare Signore dopo essere passato per una serie infinita di peripezie e tradimenti, ma anche amori e amicizie sincere. Sulla scia del successo degli autori ispanici di ultima generazione, come Matilde Asensi, Julia Navarro e Carlos Ruiz Zafón, Falcones scrive un romanzo che segue le orme dei feuilleton ottocenteschi: personaggi le cui azioni sembrano non concludersi mai, capitoli che spesso si chiudono nel momento cruciale dell’azione, l’eterna lotta tra il bene e il male, fame, ingiustizie e tradimenti, roghi di eretici e salvataggi all’ultimo minuto, amori focosi e sincere amicizie…Un libro che sta a metà tra Il conte di Montecristo e I pilastri della terra con un protagonista che, personificazione dell’essenza catalana, si oppone con tutte le forze alle circostanze avverse. Attorno a lui, un corollario di personaggi straordinari: Joan, suo “fratello” acquisito, dall’intelligenza acuta; il moro Guillem, genuino emblema del talento allo stato puro; Abraham, l’ebreo solerte con il suo popolo e la sua città; e i personaggi “crudeli”, come il cupo signore feudale di Navarcles, il miserabile Grau, la perfida Elionor e lo spietato inquisitore che getterà Arnau in una segreta dell’Inquisizione. La costante contrapposizione tra il bene e il male e tra l’autentico spirito catalano e ciò che non ne fa parte costituisce il nucleo profondo di un racconto che si legge con avidità. Un romanzo in cui avventura e sentimento si uniscono alle vicende di un uomo e della sua città, protagonisti di un’avventura corale, sullo sfondo delle luci e delle ombre di un Medioevo dal fascino innegabile.